Non possiamo negare che ascoltare un disco nel nostro cuore ha ancora un solo significato. Se ci pensate tutti i moderni supporti hanno modificato totalmente il senso di un disco in quanto opera musicale. Sia con il CD che con gli Mp3 noi utilizziamo una serie di brani per fare altro, saltiamo da uno all’altro, interrompendoli di continuo, decidendo noi l’ordine di ascolto o peggio lasciandolo decidere al dispositivo stesso. Ammettiamolo: ci manca la bellezza delle copertine degli LP, l’odore del cartone, il gesto con il quale posavamo il disco sul piatto, il leggero tremore nell’appoggiare la puntina, quel fruscio iniziale e poi sedersi e ascoltare con religiosa attenzione. In poche parole ci manca il modo in cui lasciavamo suonare la musica sul giradischi.

1 | radio/turntable Braun SK6 by Dieter Rams and Hand Gugelot 2 | portable record player Minerva Pop GA4 by Mario Bellini 3 | radio/turntable Brionvega Totem by Mario e Dario Bellini 

You can’t deny that listening to a disc still has a single meaning in your heart. If you think about all the modern media have totally changed the sense of a musical work. Both with CD and MP3 we use a series of songs, jumping from one to another, breaking all the time, we decide the order of listening, or worse, we leave the device itself to decide. Let’s face the truth: we miss the beauty of LP covers, the smell of cardboard, the gesture with which we placed the record on the turntable, the slight tremor in laying the needle, the initial noise and then we sat and listened with religious attention. Ina few words we miss the way we let the music playing on a turntable.